- Gattona con sicurezza.
- Raggiunge da solo la posizione seduta e si regge sicuro.
- Si mette con sicurezza in piedi e ritorna giù.
- Si sposta lateralmente tenendosi. Scopre la possibilità delle dita della mano: gratta, indica, usa la presa a pinza tra il pollice e le altre dita per prendere oggetti piatti.
- Da seduto si volta per prendere un oggetto senza oscillare.
- Migliora sempre più il suo equilibrio quando è in piedi.
- Cerca mezzi per camminare in avanti (sedie piccole, scatole, gambe dei genitori...)
- Intorno ai 11 mesi riesce a camminare se tenuto per una mano. Sta in piedi da solo, impara a camminare.
- Migliora la coordinazione oculo-mano (vuole mangiare, bere...).
lunedì 24 maggio 2010
Lo sviluppo da 8 a 14 mesi
domenica 23 maggio 2010
Lo sviluppo da 4 a 8 mesi
- Regge bene il capo.
- Si gira da prono a supino a viceversa.
- Nasce e si consolida il movimento VOLONTARIO. Vede i giochi e si sforza di afferrarli.
- A 4 mesi afferra gli oggetti con il palmo della mano ma non sa ancora rilasciarli.
- Seleziona i movimenti opportuni per strisciare.
- Gratta tutto con le dita.
- Verso i 5/6 mesi impara a strisciare e si sposta nello spazio circostante e la muscolatura si rinforza col movimento continuo.
- Si scopre i piedi e li porta alla bocca. Usa le mani volontariamente per afferrare, portare alla bocca, manipolare oggetti, lasciarli andare. Si mette in quadrupedia e dondola.
- Intorno ai 7/8 mesi impara a gattonare. Cerca appigli per stare in posizione eretta, prende i giochi, li annusa, li mette in bocca, li scuote, li lascia cadere. Impara a stare seduto da solo.
Lo sviluppo da 0 a 4 mesi

- Alla nascita si osserva una preminenza della posizione fetale, con gambe e braccia rannicchiate. Ipotonia del dorso e del collo. Mani prevalentemente chiuse. Non è in grado di sostenere il capo, se non per girarsi se è prono.
- Intorno ai 2 mesi di vita impara a tenere maggiormente sollevata la testa quando è prono fino a reggerla con sicurezza.
- Si appoggia sugli avambracci sollevando leggermente la spalla, la muscolatura è maggiormente rilassata.
- In posizione prona mantiene a lungo sollevato il capo per guardare ciò che lo interessa e si appoggia sulle mani.
- In posizione supina pedala, muove gli arti superiori, casualmente colpisce i pendagli e vuole ripetere l'azione.
- A 4 mesi gira la testa a destra e a sinistra per guardare.
- Il capo non ciondola più, e in posizione supina compie movimenti di braccia più volontari.
- Inarcandosi riesce a girarsi ritrovandosi di fianco e casualmente a pancia in giù.
- Scopre le sue mani e le osserva a lungo se entrano nel suo campo visivo.
La figura dell'istruttore e gli obiettivi in acqua

La figura dell'istruttore, in un primo momento è quella del suggeritore che insegna al genitore le prese e l'utilizzo del materiale didattico, guida ed insegna giochi e canzoncine, stimola, consiglia, frena gli entusiasmi e tranquillizza.
Solo in un secondo momento, che in genere si concretizza intorno ai 24 mesi, l'insegnante si potrà sostituire completamente al genitore come figura di riferimento in acqua.
Raggiungere questo obiettivo è indispensabile per lo sviluppo dell'autonomia e della sicurezza del bambino, ma è comunque necessario che si sia instaurato un rapporto di fiducia con l'istruttore e che il bambino sia pronto per socializzare con i suoi compagni.
Per ciascuna fascia d'età gli obiettivi generali sono indirizzati verso lo sviluppo globale del bambino:
- rafforzare il legame genitore-bambino per un miglioramento del controllo emotivo, per favorire la sicurezza, la fiducia di sé, l'autostima, l'autonomia con conseguente gestione dell'ansia da distacco;
- miglioramento delle capacità di interazione con l'ambiente, accelerazione dei processi di socializzazione, rispetto delle prime regole comportamentali.
Gli obiettivi specifici sono indirizzati verso:
- il miglioramento delle condizioni fisiche del bambino, rafforzando il sistema cardiocircolatorio, respiratorio, l'apparato scheletrico e muscolare;
- il miglioramento delle capacità di coordinazione motoria, di apprendimento, di comprensione, di linguaggio e di concentrazione;
- trasmettere la gioia, il divertimento, l'amore per l'ambiente acquatico. Emozioni che si possono trasmettere solo se si provano. Se un genitore prova sentimenti diversi da questi è bene all'inizio il bambino entri in acqua con l'altro genitore o con uno zio, con la nonna, con qualcuno che sia per lui una figura di riferimento fino a quando non sarà in grado di stare senza accompagnatore;
sabato 22 maggio 2010
Che cos'è un corso di nuoto per un bambino al di sotto dei 3 anni? - Proposte in acqua

Che cos'è un corso di nuoto per un bambino al di sotto dei 3 anni?
Sicuramente non è un corso di nuoto!
Esso deve costituire un'attività motoria che, in allegria e con tutto l'amore possibile, favorisca uno sviluppo armonico del bambino da tutti i punti di vista: psico-motorio, cognitivo, emotivo.
L'acqua è un gioioso pretesto per fare tutto questo e per dare ai genitori qualche informazione in più sulle varie fasi di crescita del loro bambino.
Il cervello alla nascita, non avendo ancora terminato il suo sviluppo, è immaturo nelle strutture celebrali superiori.
Quindi, assumono grande importanza i primi tre anni di vita nei quali è necessaria una giusta stimolazione motoria e percettiva.
Per cui è necessario avere ben chiaro quali siano i canali percettivi, le capacità da stimolare e le esigenze specifiche nelle varie fasce d'età, per poter proporre una serie di stimoli e di esercizi mirati, che sino percepibili ed adeguati all'età del bambino.
Lo sviluppo degli schemi motori di base terrestri è ereditario e fa parte della memoria della nostra specie. Dipende dallo sviluppo biologico dell'apparato locomotore, del sistema nervoso centrale e dagli stimoli provenienti dall'ambiente esterno.
Gli schemi si sviluppano in sequenza ed ognuno include il precedente.
In acqua invece, ogni schema motorio è acquisito solo grazie all'esperienza specifica, dipende dalla morfologia, dal peso specifico, dalla mobilità articolare e dalla maturazione del sistema nervoso.
Uno schema può non includere il precedente, la sua acquisizione è legata anche allo stato emotivo con cui viene appreso e alla serenità della persona da cui viene proposto.
venerdì 21 maggio 2010
Costruire fondamenta solide
La sollecitazione della forza deve avvenire in modo naturale (correre, saltare, arrampicarsi); poca forza crea scompensi posturali.
Essa favorisce: la stabilizzazione delle articolazioni; la crescita della massa ossea; la propriocezione; la coordinazione; la risposta di diversi gruppi muscolari.
Lo stesso vale per la resistenza: molti giochi di movimento rappresentano una buona occasione per favorirla. In questo modo i bambini possono "proteggere" il loro cuore.
Le ossa si adeguano allo sforzo irrobustendosi: una regolare attività fisica stimola l'osteogenesi; i giochi in cui si eseguono i salti sollecitano densità e stabilità ossea; i bambini attivi hanno una densità ossea maggiore di quelli inattivi.
Necessario quindi soddisfare nel bambino il suo bisogno di movimento e di essere fisicamente attivo. ai bambini piace molto muoversi, condividere questa esperienza con gli altri, mettere alla prova la propria destrezza e competenza, nonché sperimentare le sfide, il successo e il piacere dell'azione. Essi hanno il diritto di correre, saltare, arrampicarsi in modo naturale, giocare con la corda e le funicelle, con la palla, danzare, ecc. Per loro, un'attività molteplice, ricca e variegata rappresenta la soluzione più idonea per migliorare la motricità e per gettare quelle basi necessarie a costruire e conservare una struttura fisica e mentale che sia la naturale difesa per la salute. Oltre a questo si ritiene indispensabile rendere partecipe il bambino, fin dalla scuola dell'infanzia, delle sue esperienze e dei suoi vissuti coinvolgendolo attivamente e sviluppando in lui conoscenze e atteggiamenti positivi orientati alla salute con la convinzione che avrà più possibilità di scegliere da adulto uno stile di vita attivo.
Fonte: Materiale didattico Docente Giuliana Pento Università degli Studi di Padova
giovedì 20 maggio 2010
Attività motoria e salute

L'attività motoria influisce in modo specifico e significativo sulla dimensione biologica e strutturale della persona. I suoi effetti sono fuori discussione e si rende necessaria una particolare riflessione a seguito del cambiamento che la società occidentale sta vivendo da qualche decennio, cambiamento che ha portato a modificare radicalmente le abitudini di vita dei bambini in ogni loro aspetto, soprattutto nel tempo del gioco e nella quantità di movimento.
la maggior parte dei bambini si muove poco rispetto ad un tempo. Il gioco di movimento è limitato da abitazioni poco spaziose e inadeguate per la libera esplorazione, sono scomparsi i cortili in favore dei garage condominiali, mancano spazi verdi e attrezzati dove potere giocare con sicurezza, le strade sono intasate dalle automobili e quindi pericolose.
La scarsa attività fisica comporta quindi preoccupanti conseguenze per la salute ed è una delle prime cause dell'obesità infantile.
per quanto riguarda l'età infantile si è visto, ad esempio, che molti bambini presentano alcuni deficit motori che normalmente non dovrebbero essere presenti: la metà di essi, a sei anni, ha problemi di equilibrio, ha difficoltà ad orientarsi nello spazio, non sa eseguire una capovolta e spesso, quando effettua giochi di corsa, inciampa e cade facilmente. Alcuni hanno poca resistenza rispetto ad un tempo e un recupero più lento.
I bambini a cui non è concesso di fare sufficienti esperienze di movimento presentano problemi di coordinazione, non sollecitano la loro muscolatura, sono insicuri e tendono a muoversi ancora meno.
Fonte: Materiale didattico Docente Giuliana Pento Università degli Studi di Padova
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